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In Riforma

Piano dell'offerta formativa

SOMMARIO POF
PREMESSA
OBIETTIVI GENERALI DEL PROCESSO FORMATIVO E BISOGNI DELL’UTENZA
IL PERCORSO EDUCATIVO
L’INDIVIDUALIZZAZIONE DELL’INSEGNAMENTO
I DOCUMENTI FONDAMENTALI
L’ORGANIZZAZIONE DIDATTICA
LA VALUTAZIONE
IL PROGETTO MUSICA e IL PROGETTO FAMIGLIA
IL CONTRATTO FORMATIVO

 

L’INDIVIDUALIZZAZIONE DELL’INSEGNAMENTO

Le attività di recupero/potenziamento, qualificate come Tempo Individuale nei Piani dell’Offerta Formativa di questi anni, hanno costituito l’aspetto che più ha contraddistinto la nostra Scuola, sulle quali si sono incentrate le maggiori attenzioni organizzative e di investimento di risorse professionali e materiali.

Per Tempo Individuale si intendono quelle attività che realizzano l’individualizzazione dell’insegnamento. Esse si attuano anche come tempo scuola aggiuntivo e personalizzato sotto forma di laboratori.

In esse si possono distinguere azioni di compensazione, azioni di recupero, azioni di sostegno all’apprendimento, ma anche azioni di valorizzazione e consolidamento di capacità e competenze riconosciute dell’alunno.

Per migliorare l’individualizzazione in questa più ampia accezione occorre partire dal miglioramento delle attività didattiche quotidiane, agire sulla prassi giornaliera. Si tratta innanzitutto, quindi, di un impegno personale del singolo docente teso a riconsiderare la sua esperienza e a rilanciare il suo ruolo di protagonista.

È un protagonismo che deve correre sui binari di una collegialità progettuale di cui si segnalano tre aspetti:

È centrale perciò che nella Scuola si approfondisca la cultura del lavoro in squadra. Da essa dipende anche l’efficienza del recupero.

Infatti una forte e condivisa progettualità di classe e di scuola mette in atto meccanismi organizzativi fortemente produttivi sul piano didattico e che consentono economie nell’uso delle risorse: ad esempiole classi aperte.

Con le classi aperte si intende la possibilità organizzativa di suddividere due o più classi secondo gruppi di livello o tematici realizzando una prima forma di individualizzazione per livello di competenze o argomento didattico. Esse presuppongono dai docenti coinvolti una programmazione comune e la disponibilità a farsi carico delle caratteristiche didattiche dell’altro collega; inoltre consentono un uso più razionale delle risorse sia perché le qualità professionali ed umane di ogni insegnante sono fruite da una platea di studenti più ampia rispetto alla classe, sia perché il risparmio delle risorse economiche della Scuola può essere utilizzato in altri campi.

 

La progettualità collegiale, in cui è chiamato a esprimersi il protagonismo di ognuno, caratterizzato da un clima positivo delle relazioni interpersonali, si manifesta soprattutto in due passaggi.

La riorganizzazione del percorso culturale di ogni materia. Si deve puntare ai nuclei fondanti delle discipline perché sia più facile operare una selezione nelle conoscenze e abilità e individuare così ben definiti percorsi interni. Conoscenze e abilità selezionate e significative delle discipline ne facilitano un uso formativo e non di sola istruzione e consentono più facilmente la scansione temporale. Il Documento per Materia diventa perciò centrale in questa strategia di sviluppo della qualità didattica e andrà ripreso anche in corso d’anno per revisione critica.

Il Piano di Lavoro di Classe comprensivo dei Piani Individuali degli Insegnanti. All’interno di esso il protagonismo di ogni docente è chiamato a mediare fra bisogni ed aspettative degli alunni, le intese raggiunte nei Documenti per Materia, gli accordi presi all’interno del Consiglio di Classe per operare con unità di intenti.

 

Su questa base deve essere progettato con particolare attenzione il periodo iniziale dell’accoglienza e dell’inserimento, naturalmente specie in classe prima, ma anche in seconda e terza.

L’accoglienza rappresenta l’impegno del Consiglio di Classe nel suo insieme e del singolo professore per dare un’immagine positiva, coinvolgente, motivante della scuola e delle materie di studio, per far sentire ad ogni alunno un positivo senso di appartenenza alla comunità scolastica, ove l’accettazione è la base per ogni discorso formativo futuro.

L’inserimento, che segue alla fase dell’accoglienza, è caratterizzato dal focalizzarsi dell’attenzione sulle caratteristiche personali e cognitive degli studenti e sullo studio delle strategie per il recupero precoce delle difficoltà di apprendimento. Al termine di questo periodo ogni studente dovrebbe aver raggiunto alcune competenze, e averne constatato il raggiungimento, in modo tale da rendere possibile la definizione condivisa di un piano di lavoro individualizzato e personalizzato: il Contratto formativo.

Si intende per “ Contratto formativo” la definizione dei diritti, doveri e responsabilità delle tre componenti del processo educativo e didattico: insegnanti, alunni, genitori.

I docenti si impegneranno per un rapporto personale di coinvolgimento degli alunni e delle famiglie nel processo educativo comune.

Ciascun insegnante, secondo gli accordi presi negli incontri per materia e nei Consigli di Classe, adattando le proprie linee di condotta da un lato al proprio stile d'insegnamento dall'altro alle caratteristiche ed ai bisogni della scolaresca illustrerà agli alunni il proprio progetto didattico.

Punti comuni e essenziali saranno

I genitori che sono i titolari della educazione e dell’istruzione dei propri figli, avranno il dovere di condividere con la scuola la responsabilità del compito, di conseguenza dovranno:

Tale contratto può comprendere come estremi, da un lato, il riconoscimento dell’assenza di difficoltà di inserimento, e dal lato opposto il riconoscimento del bisogno di avviare un percorso personalizzato di compensazione e recupero.

Nel Contratto formativo è particolarmente evidente l’intreccio fra la qualità della didattica e la qualità delle relazioni umane: nulla è più educativo di un ambiente in cui le relazioni interpersonali sono ricche e attente ad ognuno.

E’ difficile immaginare azioni di recupero efficaci, anche in orario aggiuntivo o nelle classi aperte, che ripropongano i percorsi dell’ora curricolare, mettendo in atto una didattica già utilizzata e che non ha dato frutto con quei particolari alunni. Il ruolo del percorso di recupero è proprio quello di provocare una rottura con protocolli che evidentemente non hanno dato risultati con alcuni studenti in quanto scompensati con i loro riferimenti culturali e i loro stili cognitivi. La collaborazione continuativa fra colleghi può di per sé, con la diversa personalità dei docenti messa in campo, portare a percorsi diversi e più produttivi.

All’interno dei Consigli di Classe, pur non tralasciando quei contenuti senza i quali non è possibile progresso scolastico né sociale, si dovrebbero realizzare il recupero delle motivazioni ed il potenziamento delle attitudini positive degli alunni più in difficoltà da affidare all’opera coinvolgente e calda di attività in cui l’alunno possa esprimersi con più facilità.

La dimensione del laboratorio offre la possibilità agli alunni di problematizzare, progettare, costruire in modo personale segmenti del proprio sapere e del proprio essere: i laboratori infatti devono essere intesi non solo come luoghi fisici che contengono le attrezzature e le strumentazioni specifiche, ma soprattutto come “situazioni” di apprendimento cooperativo, in cui attraverso il fare, lo scoprire, il provare, si alimenta la curiosità, si accresce la motivazione, si persegue l’acquisizioni di valori, conoscenze, competenze, cioè dei saperi in senso lato.

Occorre altresì distinguere fra le compensazioni e i ricuperi per alunni le cui carenze siano facilmente colmabili nelle varie forme organizzative del gruppo di livello, classi aperte etc e quegli interventi che per la gravità delle situazioni individuali non sono lì realizzabili ma richiedono interventi speciali e forme di assistenza.

Per questi alunni in così gravi situazione, fra i quali si annoverano anche gli stranieri di nuova o recente immigrazione, il Consiglio di Classe dovrà compilare l’apposita Scheda Individuale di intervento che preveda attività anche in sostituzione delle normali lezioni dalle quali non trarrebbero giovamento, nell’ambito di un percorso personalizzato che si prefigga obiettivi realistici e compatibili con la realtà presente.


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